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Rifiuti lanciati dai veicoli: ora si rischia il carcere

Rifiuti lanciati dai veicoli: ora si rischia il carcere
Photo by Hans – Pixabay
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Telecamere, multe salatissime, patente sospesa e perfino confisca dell’auto: ecco cosa prevede il nuovo decreto contro l’abbandono di rifiuti su strada.

Rifiuti lanciati dai veicoli: ora si rischia il carcere
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Dal 9 agosto 2025 è in vigore il Decreto Legge n. 116, che introduce una stretta senza precedenti contro chi abbandona rifiuti dai veicoli. Un gesto spesso sottovalutato, come gettare un mozzicone o un fazzoletto dal finestrino, può ora costare migliaia di euro e, nei casi più gravi, portare all’arresto. Il grande cambiamento riguarda l’uso delle telecamere: qualsiasi sistema di videosorveglianza – pubblico o privato – può fornire immagini valide per identificare la targa del mezzo e attivare la procedura sanzionatoria, anche dopo diversi giorni. Non è più necessario sorprendere il trasgressore in flagranza: basta un fotogramma chiaro per far partire l’azione amministrativa o penale.

Il nuovo meccanismo: dalle immagini ai dati

Prima della riforma, le sanzioni erano rare perché era indispensabile che un agente assistesse di persona all’infrazione, fermasse il veicolo e identificasse il conducente. Una condizione difficile da realizzare, che generava un senso diffuso di impunità. Oggi, invece, con la modifica dell’articolo 15 del Codice della strada, le regole cambiano: anche le telecamere installate lungo le strade comunali, in autostrada o nei pressi di esercizi commerciali possono documentare la violazione. “Basta un fotogramma nitido della targa”, conferma Luigi Altamura, referente ANCI per la viabilità. Sarà poi la Motorizzazione a incrociare i dati per risalire al responsabile.

Multe fino a 18.000 euro e carcere fino a 7 anni

Le sanzioni previste dal nuovo impianto normativo sono calibrate in base alla gravità del gesto. Per i rifiuti di piccola entità, come mozziconi di sigaretta o fazzoletti, si può arrivare a pagare fino a 1.188 euro. Se invece si abbandonano oggetti come bottiglie, lattine o sacchetti – anche se non pericolosi – si entra nel penale, con ammende comprese tra 1.500 e 18.000 euro. Nei casi più gravi, come l’abbandono in zone protette o situazioni che mettono a rischio l’ambiente o la salute pubblica, si rischia la reclusione da sei mesi a sette anni. Il provvedimento può scattare entro 48 ore dall’accertamento, basandosi esclusivamente sulle immagini registrate.

Patente sospesa e veicolo sequestrato nei casi più gravi

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Chi si rende responsabile di comportamenti penalmente rilevanti può subire anche la sospensione della patente fino a sei mesi. Ma la stretta non si ferma qui: se il veicolo utilizzato per commettere il reato è aziendale, può essere confiscato dallo Stato, a meno che il proprietario non dimostri di essere totalmente estraneo ai fatti. Inoltre, il decreto coinvolge anche il datore di lavoro: se un dipendente utilizza un mezzo aziendale per abbandonare rifiuti, il titolare può essere accusato di omessa vigilanza, con il rischio di fino a cinque anni e mezzo di carcere e la confisca del veicolo. Una risposta dura, che mira a colpire il fenomeno su più fronti: ambientale, sanitario e stradale.