Tra certificazioni, versamenti e obblighi contabili, marzo si conferma uno dei mesi più impegnativi per contribuenti e professionisti. Dalla trasmissione della certificazione unica al pagamento del saldo iva, fino alla rata della rottamazione-quater.

Marzo si apre con uno degli appuntamenti più rilevanti per i sostituti d’imposta: l’invio della certificazione unica 2026 all’Agenzia delle Entrate. Entro la scadenza prevista a metà mese devono essere trasmessi i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente, assimilati e di lavoro autonomo corrisposti nel periodo d’imposta precedente. L’accuratezza dei dati è fondamentale. Le informazioni contenute nella certificazione unica confluiscono infatti nella dichiarazione dei redditi precompilata dei contribuenti. Un errore, anche minimo, può generare correzioni successive o contestazioni, con possibili ripercussioni sia per il datore di lavoro sia per il lavoratore.
Accanto all’invio telematico resta l’obbligo di consegnare il modello sintetico al percipiente. Anche se alcune categorie, come i professionisti in regime forfettario, beneficiano di semplificazioni negli adempimenti, mantenere una gestione allineata delle scadenze evita disordine amministrativo e fraintendimenti operativi.
Il saldo IVA annuale e le liquidazioni periodiche
Il 16 marzo segna un altro passaggio cruciale: il pagamento del saldo iva annuale relativo all’anno precedente. I contribuenti possono scegliere tra il versamento in un’unica soluzione oppure la rateizzazione, soluzione che consente di distribuire l’impegno finanziario nei mesi successivi. La rateizzazione comporta però una maggiorazione degli interessi. In alternativa, il pagamento può essere rinviato alla scadenza delle imposte sui redditi generalmente a giugno con una maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese.
Nello stesso periodo occorre inoltre considerare la liquidazione periodica iva relativa al mese di febbraio per i contribuenti mensili. Un ulteriore adempimento che si inserisce in un calendario fiscale già particolarmente denso.
Rottamazione-quater e pagamenti entro fine mese
Avvicinandosi alla fine di marzo, l’attenzione si concentra su un’altra data chiave: 31 marzo. Entro questo termine deve essere versata la rata prevista dal piano della rottamazione-quater, la misura di definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione.
La puntualità è decisiva. Il mancato pagamento di una sola rata comporta la perdita dei benefici della sanatoria, con il ripristino di sanzioni e interessi originari. La normativa prevede comunque un breve margine di tolleranza: il cosiddetto lieve ritardo di cinque giorni. Se il pagamento avviene entro i primi giorni di aprile, la rata viene ancora considerata valida. Oltre questa finestra, però, la decadenza diventa definitiva.

Libri sociali, registri contabili e ravvedimento operoso
Marzo non riguarda soltanto versamenti fiscali. Entro la fine del mese molte società devono occuparsi anche dell’aggiornamento e della conservazione dei registri contabili e dei libri sociali obbligatori. La documentazione deve rappresentare in modo fedele l’attività svolta nell’esercizio precedente, garantendo trasparenza nei confronti degli organi di controllo e degli stessi soci. Oggi la conservazione digitale a norma ha reso il processo più rapido, ma richiede il rispetto di specifici standard tecnici per assicurare validità legale nel tempo.
Per chi dovesse individuare errori o omissioni nei versamenti precedenti resta comunque disponibile uno strumento utile: il ravvedimento operoso. Attraverso questa procedura è possibile regolarizzare spontaneamente imposte non versate o pagate in misura insufficiente, beneficiando di sanzioni ridotte prima dell’avvio di eventuali controlli fiscali.

