L’ipotesi di accordo apre una fase nuova per il settore del volo in Italia: più salario, turni meglio organizzati, ferie aggiuntive e un rafforzamento concreto di previdenza e sanità integrativa.

La lunga trattativa per il rinnovo contratto trasporto aereo si è chiusa con un’intesa che può davvero cambiare il volto del comparto. Non si tratta soltanto di un intervento sugli stipendi, necessario dopo l’erosione del potere d’acquisto degli ultimi anni. L’accordo, infatti, interviene anche su benessere organizzativo, tempi di riposo, welfare e protezione sociale, andando a toccare in modo diretto la quotidianità di piloti, assistenti di volo e personale di terra.
Per migliaia di lavoratori si apre così una fase nuova, attesa da tempo. Le misure inserite nel testo puntano a rendere più sostenibile l’attività operativa e, allo stesso tempo, a rafforzare la competitività delle aziende del settore. In altre parole, l’intesa prova a tenere insieme due esigenze che spesso sembrano opposte: valorizzare chi lavora e garantire continuità e stabilità alle compagnie.
Incrementi salariali: quanto vale l’accordo
La parte più immediata e visibile del rinnovo riguarda naturalmente la retribuzione. L’ipotesi di accordo prevede un aumento economico complessivo medio del 30%, un dato rilevante che punta a recuperare parte del terreno perso negli ultimi anni. Gli incrementi non arriveranno tutti in un’unica soluzione, ma saranno distribuiti in più fasi, così da accompagnare la crescita dei costi senza pesare in modo eccessivo e immediato sui bilanci aziendali.
Nel concreto, il vantaggio sarà percepito in modo diverso a seconda del profilo professionale. Per esempio, il personale di terra di terzo livello vedrà un adeguamento tabellare articolato in tre tranche, con un beneficio complessivo stimato intorno ai 235 euro mensili a regime. Una cifra che, inserita in una struttura più ampia di revisione contrattuale, assume un peso importante soprattutto per chi ha vissuto anni di blocchi o aumenti minimi.
Più riposi, ferie e regole più rigide sui turni
L’accordo non si limita alla componente economica. Anzi, uno dei punti più interessanti riguarda proprio l’organizzazione dei turni e il miglioramento dell’equilibrio tra vita privata e professionale. In un settore in cui i ritmi sono spesso intensi e poco lineari, la questione del recupero fisico e mentale è centrale. E questa intesa prova finalmente a dare risposte più strutturate.
Dal primo gennaio 2027, i dipendenti potranno contare su tre giornate aggiuntive di ferie all’anno. Si tratta di un segnale chiaro, che va nella direzione di un maggiore riconoscimento del tempo di riposo. Per molti lavoratori del comparto, infatti, la possibilità di staccare davvero non è un dettaglio: è una necessità, oltre che una richiesta avanzata da tempo dalle rappresentanze sindacali.

Anzianità, previdenza e assistenza sanitaria: le tutele che guardano avanti
Un altro capitolo centrale dell’intesa riguarda il riconoscimento dell’esperienza maturata nel tempo. Il sistema degli scatti di anzianità viene rivisto in modo importante: ogni scatto, sia già maturato sia da maturare in futuro, sarà rivalutato con un incremento del 20%. Inoltre, il numero massimo di scatti accumulabili lungo la carriera sale da sette a dieci. Tradotto in termini pratici, significa una prospettiva di crescita retributiva più solida per chi sceglie di restare a lungo nel settore.
Ma la novità forse più significativa, in ottica di lungo periodo, riguarda previdenza complementare e sanità integrativa. Dal 2027 il contributo aziendale al fondo pensione di settore aumenterà dell’1% per tutti i dipendenti, con un ulteriore 2% destinato ai lavoratori over 50. È una scelta che rafforza il trattamento integrativo e risponde a un’esigenza sempre più sentita: costruire maggiore sicurezza per il futuro, soprattutto nelle fases finali della carriera.

