Prevenzione, diagnosi e cura: il ruolo dell’IA in medicina sarà al centro di due giornate di confronto all’Università degli Studi di Salerno, tra ricerca scientifica, applicazioni cliniche e scenari istituzionali.

L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il modo in cui si studiano, si interpretano e si affrontano le malattie. Non si tratta più di una prospettiva lontana, ma di una trasformazione già in corso, capace di incidere sulla pratica clinica, sull’organizzazione dei servizi sanitari e perfino sulla progettazione di nuove terapie. È in questo contesto che si è tenuto il 19 e 20 giugno 2026 a Salerno, presso il Palazzo Innovazione in Largo Abate Conforti (nell’ambito dell’Università degli Studi di Salerno), il convegno “Intelligenza Artificiale in Medicina: Nuovi Scenari per la Prevenzione, la Diagnosi e la Cura”.
L’iniziativa, sostenuta da numerosi enti accademici e istituzionali, ha puntato a offrire una panoramica aggiornata su come l’IA stia entrando nei processi di prevenzione, nei sistemi diagnostici e nei modelli di assistenza. Il cuore del convegno è stato semplice ma ambizioso: capire come queste tecnologie possano affiancare il lavoro dei professionisti della salute senza sostituirne competenze, esperienza e responsabilità.
A coordinare scientificamente e organizzativamente l’evento sono stati il Prof. Pietro Campiglia e il Prof. Pierluigi Ritrovato. Il programma ha coinvolto medici, ricercatori, specialisti, operatori sanitari e un pubblico non tecnico, con l’obiettivo di rendere accessibile un tema complesso ma ormai centrale per il futuro della sanità.

L’intelligenza artificiale che cambia la medicina
Negli ultimi anni l’IA ha compiuto un salto di qualità impressionante. Un esempio emblematico è rappresentato da AlphaFold, il sistema capace di predire con grande accuratezza la struttura tridimensionale delle proteine, superando una sfida rimasta aperta per oltre cinquant’anni (un risultato così rilevante da aver contribuito al riconoscimento del Premio Nobel per la Chimica 2024 ai suoi inventori). L’accesso libero alla banca dati delle strutture predette ha aperto nuove strade alla ricerca globale, dalla progettazione di farmaci allo studio delle resistenze antibiotiche, fino alla modellazione di enzimi per applicazioni biotecnologiche e all’analisi di potenziali nuovi patogeni.
In ambito sanitario, questa evoluzione si traduce in strumenti sempre più sofisticati per tre grandi aree:
Prevenzione: gli algoritmi permettono analisi predittive su larga scala, letture personalizzate del rischio e modelli epidemiologici più evoluti, utili per individuare in anticipo l’insorgenza di alcune patologie.
Diagnosi: i sistemi di supporto decisionale integrano immagini, segnali biomedici e dati clinici, migliorando precisione e rapidità di intervento.
Cura: la medicina di precisione e il monitoraggio intelligente aprono la strada a terapie più mirate e a una gestione più efficace delle cronicità, con ricadute concrete anche sui nuovi modelli di assistenza territoriale.
Il messaggio che è emerso con forza è chiaro: l’intelligenza artificiale non è un sostituto del medico, ma un alleato sempre più potente. E proprio per questo è diventato essenziale discuterne con lucidità, evitando entusiasmi ingenui e paure eccessive. Il convegno è nato anche per rispondere a domande su come integrare questi strumenti, quali siano i limiti e quali responsabilità etiche richiedano.

Prima giornata (19 giugno): Il confronto tra ricerca e clinica
La struttura dell’evento si è articolata in quattro sessioni distribuite su due giorni. Il 19 giugno, interamente dedicato agli aspetti scientifici, è stato incentrato sullo stato dell’arte della ricerca in ambito IA e sulle prospettive per la salute digitale. Sono stati previsti due interventi plenari, uno al mattino e uno al pomeriggio, entrambi della durata di 40 minuti, su temi trasversali di grande attualità:
Il Prof. Pierluigi Ritrovato ha parlato di “IA generativa e Modelli fondazionali: l’IA che aiuta la diagnosi e la cura”.
Il Prof. Angelo Marcelli ha tenuto l’intervento “eXplainable AI: Quando l’IA spiega le sue scelte”, affrontando la necessità di rendere comprensibili e trasparenti i processi decisionali delle macchine.
La giornata del 19 ha previsto inoltre 12 interventi specialistici, con una sessione mattutina dedicata a questioni di metodo, infrastrutture, ricerca di base e applicazioni avanzate. Si è parlato, tra l’altro, di:
Protein Language Models per la medicina di precisione con il Dott. Gennaro Gambardella del TIGEM;
Federated learning con il Prof. Mario Bochicchio dell’Università di Bari;
Strumenti di AI per follow-up e pianificazione terapeutica con il Prof. Giorgio De Nunzio dell’Università del Salento;
Drug discovery e drug repurposing con il Dott. Francesco Iorio di Human Technopole.
Non sono mancate riflessioni sul governo dell’innovazione e sulla ricerca etica, con il Prof. Riccardo Resciniti della Fondazione COTEC e BridgeX e il Prof. Fabrizio Clemente dell’Università di Tor Vergata e del CNR. Nel pomeriggio, invece, il focus si è spostato su applicazioni cliniche specifiche: medical imaging, robotica e neuroriabilitazione, terapie digitali, neuroscienze, neuroradiologia interventistica ed endoscopia digestiva. Tra i nomi presenti hanno figurato il Dott. Gianantonio Pellicanò, il Prof. Stefano Mazzoleni, il Prof. Eugenio Santoro, il Prof. Giuseppe Lanza, la Prof.ssa Elisa Ciceri e il Dott. Attilio Maurano.

Seconda giornata (20 giugno): Salute digitale, progetti nazionali e scenario europeo
La giornata del 20 giugno si è aperta con una sezione istituzionale di grande rilievo. Dopo i saluti del Magnifico Rettore, sono stati presentati interventi dedicati ai grandi dossier che stanno ridisegnando l’ecosistema sanitario europeo e nazionale:
“Artificial Intelligence and European Health data Space” con il Dott. Marco Marsella della Commissione Europea;
Gli interventi della Regione Campania – Direzione Generale Salute (con il Dott. Ugo Trama) e dell’ASL Salerno (con l’Ing. Gennaro Sosto);
La presentazione della piattaforma MIA (Medicina e Intelligenza Artificiale) di AGENAS;
Un caso di studio su IA e innovazione nella ricerca clinica illustrato da Carlo Tacchetti del San Raffaele.
Il pomeriggio è stato invece dedicato ai progetti nazionali in ambito salute, con una carrellata di risultati e prospettive che hanno raccontato l’ampiezza della ricerca italiana. Sono stati presentati i programmi HEAL ITALIA, AGE-IT, lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci con Tecnologia a RNA, D34Health, PRP@CERIC, FIT4MEDROB e Revert. Dietro questi nomi si sono svelate reti di ricerca, università, fondazioni e centri di eccellenza impegnati su temi cruciali come l’invecchiamento, la medicina rigenerativa, la robotica per la riabilitazione, le terapie innovative e l’oncologia di precisione.

L’Intelligenza Artificiale e la cura: cronaca e scenari dal Convegno Nazionale di Salerno (Prima Giornata)
Si è concluso a Salerno, nella prestigiosa cornice di Palazzo Innovazione, il Convegno Nazionale “Intelligenza Artificiale in Medicina: Nuovi Scenari per la Prevenzione, la diagnosi e la cura”. L’evento, svoltosi il 19 e 20 Giugno 2026, ha riunito esperti del settore, accademici e istituzioni per fare il punto su una trasformazione epocale che, come sottolineato dai Coordinatori Scientifici Prof. Pietro Campiglia e Prof. Pierluigi Ritrovato, dell’Università degli Studi di Salerno, non punta a sostituire le competenze umane, bensì a potenziarle.
Venerdì: l’apertura nel segno dell’IA generativa e della trasparenza Dopo i saluti del Direttore di Farmacia Prof. Gianluca Sbardella e del Presidente Dell’Ordine dei Medici di Salerno, Dott. Giovanni D’angelo, i lavori della prima giornata, interamente dedicati agli aspetti scientifici e alle prospettive future della salute digitale, si sono aperti con il primo dei due attesissimi talk plenari. Il prof. Pierluigi Ritrovato con il suo intervento ha presentato una panoramica approfondita sull’intelligenza artificiale generativa e sui modelli fondazionali, spiegando come queste tecnologie sebbene stiano migliorando le loro capacità di comprensione ed operative con una velocità che non ha eguali, pur potendo potenzialmente ridefinire i confini del supporto alla diagnosi e alla cura, non sono ancora abbastanza mature per essere introdotte nelle pratiche quotidiane poiché necessitano di specifici trials di validazione unitamente ad adattamenti organizzativi e tecnologici. Il prof. Angelo Marcelli (dell’Università degli studi di Salerno), ha aperto la sessione pomeridiana, affrondando il nodo cruciale della “eXplainable AI” (l’IA spiegabile). Nel suo intervento, intitolato significativamente “Quando l’IA spiega le sue scelte”, Marcelli ha evidenziato come la capacità degli algoritmi di esplicitare il proprio processo decisionale sia un requisito fondamentale per consolidare die fiducia dei clinici e garantire la sicurezza dei pazienti.
La sessione mattutina: tra genomica, nuovi farmaci ed etica La mattinata di venerdì è proseguita con un focus sulla ricerca d’avanguardia e sulla gestione dei dati. Il dott. Francesco Iorio dello Human Technopole ha illustrato le enormi potenzialità dell’IA nei processi di drug discovery e drug repurposing, parlando di come l’IA possa essere utilizzata per realizzare “forbici intelligenti” per l’individuazione di nuove terapie specifiche per il singolo paziente, per testare un farmaco su un paziente prima di somministrarlo, oppure valutare efficacia di farmaci non ancora prodotti. Subito dopo, il dott. Gennaro Gambardella del TIGEM ha mostrato come i Protein Language Models stiano rivoluzionando la medicina di precisione attraverso la scommessa di predire l’effetto delle varianti e progettare nuove proteine.
Il dibattito ha poi toccato il tema cruciale della sicurezza informatica con il prof. Mario Bochicchio dell’Università di Bari, che ha messo in evidenza come il federated learning possa rappresentare la soluzione ideale per un’intelligenza artificiale nativamente “GDPR compliant” e rispettosa della privacy dei pazienti dando la possibilità agli algoritmi di IA di andare verso i dati invece di spostare i dati nei datacenter dove vengono eseguiti gli algoritmi. Particolarmente rilevanti le esperienzie presentate dal prof. De Nunzio (UniSalento) sull’uso dell’IA nella pratica clinica e quella del Prof. Resciniti (Fondazione COTEC) sulle implicazioni organizzative e dei processi in Sanità per l’introduzione dell’IA. La sessione si è conclusa con l’intervento del prof. Fabrizio Clemente (Tor Vergata e CNR), il quale ha analizzato i complessi aspetti etici e i risvolti legati alla privacy nella ricerca clinica.
Il pomeriggio: il focus sulle patologie e l’assistenza nelle analisi di routine Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sulla pratica clinica e sulle applicazioni dedicate a patologie specifiche. Ad aprire la sessione è stata la robotica assistiva, con il talk del prof. Stefano Mazzoleni (Politecnico di Bari e Scuola IMT Lucca) focalizzato sulle sfide scientifiche, tecnologiche ed etiche della robotica e dell’IA nella neuroriabilitazione. Illuminate è stato l’intervento del Prof. Eugenio Santoro dell’Istituto Mario Negri su come l’IA possa contribuire alla realizzazione delle nuove Terapie Digitali.
Il cuore del pomeriggio ha visto una forte enfasi sui progressi nei campi della neurologia e dell’endoscopia. Attraverso le relazioni del prof. Giuseppe Lanza sulle neuroscienze, della prof.ssa Elisa Ciceri sulla neuroradiologia interventistica e del dott. Attilio Maurano sull’endoscopia digestiva, è emerso chiaramente come in questi ambiti di frontiera, gli specialisti non vengono sostituiti dalle macchine, ma sono costantemente assistiti e supportati dall’IA durante le analisi di routine, migliorando in modo drastico l’accuratezza e la precocità della diagnosi.
La governance istituzionale, la piattaforma MIA e i progetti nazionali (Seconda Giornata)
Sabato: la governance istituzionale e la piattaforma MIA La giornata di sabato, dopo il saluto del Prof. Virgilio D’Antonio Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, il quale ha sottolineato La rilevanza dei temi trattati e la piena armonia con la visione e le iniziative in termini di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico dell’Ateneo Salernitano, ha spostato l’obiettivo sulla dimensione istituzionale e regolatoria. Ad aprire la sessione è stato il dott. Marco Marsella Direttore della Direzione Salute e Sicurezza Alimentare della Commissione Europea, che ha delineato la complessa prospettiva comunitaria illustrando l’integrazione tra l’Intelligenza Artificiale e lo European Health Data Space. La visione nazionale è stata invece tracciata attraverso l’importante contributo dell’Ing. Alessandro Palombo, Responsabile Centro Nazionale Intelligenza Artificiale e Tecnologie Innovative per la salute dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità).
A livello territoriale, il quadro è stato completato con la condivisione di alcune lodevoli iniziative mirate all’alfabetizzazione e alla formazione specifica del personale sanitario sull’utilizzo consapevole dell’IA in provincia di Salerno. Il momento centrale della mattinata ha visto poi la presentazione da parte di AGENAS della sperimentazione della piattaforma MIA (Medicina e Intelligenza Artificiale), tassello fondamentale per la sanità del futuro. La mattinata si è conclusa con la presentazione della piattaforma S-RACE (S-Raffaele Ai CEnter) da parte del Prof. Carlo Tacchetti (Università Vita e Salute San Raffaele) già in uso da parte dei medici del San Raffaele grazie alla quale è possibile raccogliere i dati multi-omici dei pazienti ed effettuare l’analisi degli stessi tramite l’IA.
Conclusioni
Nel complesso, il convegno di Salerno si è presentato come un osservatorio privilegiato su una rivoluzione già in atto. La sfida emersa non è stata soltanto tecnologica: ha riguardato la capacità di integrare l’innovazione nei percorsi di cura, nella formazione e nella governance sanitaria. E soprattutto, ha mostrato il modo in cui medici, istituzioni e ricercatori sapranno accompagnare questo cambiamento con competenza e visione.
