L’agevolazione del Decreto Coesione diventa operativa: imprese premiate per l’assunzione di under 35 mai occupati a tempo indeterminato. Più vantaggi per chi investe nel Mezzogiorno.

L’INPS ha sbloccato l’esonero contributivo totale previsto dal Decreto Coesione, rendendo finalmente utilizzabile il cosiddetto bonus giovani da 500 euro. La misura nasce con un obiettivo chiaro: incentivare l’occupazione stabile dei più giovani e alleggerire il costo del lavoro per le imprese private che scelgono di trasformare un ingresso professionale spesso precario in un contratto a tempo indeterminato.
Si tratta di un intervento pensato per incidere in modo concreto sul mercato del lavoro, non solo nell’immediato ma anche nel medio periodo. Da un lato, le aziende possono contare su uno sconto biennale sui contributi previdenziali; dall’altro, il sistema produttivo prova a rafforzarsi grazie a nuove assunzioni strutturate. Ma chi può davvero beneficiarne? E quali sono i vincoli da rispettare per non perdere l’agevolazione?
Requisiti dei lavoratori: chi può essere assunto con l’agevolazione
L’accesso al bonus giovani non è aperto a tutti, ma è riservato a profili ben precisi. Il primo requisito riguarda l’età: il lavoratore deve avere meno di 35 anni al momento dell’assunzione, quindi deve risultare, in sostanza, ancora sotto i 35 anni al giorno della firma del contratto.
Ci sono però alcune eccezioni che non fanno scattare l’esclusione dal beneficio. Non impediscono l’accesso all’incentivo, per esempio, i precedenti contratti di apprendistato non trasformati in rapporto stabile, le collaborazioni con partita IVA, i tirocini formativi, così come il lavoro domestico o intermittente. In altre parole, l’attenzione dell’INPS si concentra soprattutto sull’assenza di un vero e proprio storico di occupazione stabile.
Obblighi delle imprese: non basta assumere, serve crescita reale
L’agevolazione non scatta automaticamente solo perché il lavoratore ha i requisiti richiesti. Anche l’azienda, infatti, deve rispettare condizioni precise. La principale è il cosiddetto incremento occupazionale netto: l’assunzione non deve limitarsi a sostituire un dipendente uscito, ma deve portare a un aumento effettivo del numero complessivo dei lavoratori rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.
Questo passaggio è decisivo. Il bonus non serve a coprire rotazioni di personale, ma a sostenere nuova occupazione. È un punto centrale della misura, perché la logica del Decreto Coesione è premiare chi amplia davvero l’organico, non chi riorganizza semplicemente la forza lavoro senza creare posti aggiuntivi.

Contratti ammessi, importi e domanda INPS: come funziona il bonus
Il bonus giovani si applica ai contratti a tempo indeterminato sottoscritti tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. Nell’ambito dell’agevolazione rientrano anche le trasformazioni da contratto a termine a contratto stabile, una scelta che valorizza lasunzioni già avviate e favorisce la continuità lavorativa.
Sono inclusi anche i rapporti part-time, ma con una precisazione importante: l’importo massimo del beneficio viene ridotto in proporzione all’orario di lavoro. Rientrano nel perimetro della misura pure le assunzioni in somministrazione. Restano invece esclusi i dirigenti, il lavoro domestico e il lavoro intermittente, che non possono beneficiare dello sgravio.

