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Credito d’imposta carburante agricoltura: chi può ottenerlo, quanto vale e come fare domanda

Credito d’imposta carburante agricoltura: chi può ottenerlo, quanto vale e come fare domanda
Photo by AlexFedini – Pixabay
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Il nuovo decreto attuativo introduce un aiuto fino al 20% sulle spese di carburante sostenute in primavera dalle imprese del settore primario, con un tetto massimo di 50.000 euro per azienda.

Credito d’imposta carburante agricoltura: chi può ottenerlo, quanto vale e come fare domanda
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L’aumento dei costi energetici continua a incidere con forza sui conti delle imprese agricole e del comparto primario. Per questo il nuovo bonus carburante agricoltura arriva come una misura attesa, pensata per alleggerire una parte dei rincari che hanno accompagnato gli ultimi mesi. Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di sostegno alle attività produttive, con l’obiettivo di proteggere la continuità operativa delle aziende e dare un po’ di respiro alla filiera.

Il decreto attuativo, infatti, definisce in modo preciso chi può accedere all’agevolazione, quali acquisti sono considerati validi e come va presentata la richiesta. A disposizione c’è un fondo statale da 90 milioni di euro, riservato agli acquisti effettuati in un intervallo temporale ben delimitato. Ma attenzione: non basta aver sostenuto la spesa, perché il beneficio resta subordinato a requisiti documentali e tecnici molto stringenti.

Come funziona il credito d’imposta sul carburante agricolo

Il cuore della misura è un credito d’imposta calcolato sugli acquisti di gasolio e benzina destinati alle attività agricole. In linea teorica, l’agevolazione può arrivare fino al 20% della spesa complessiva sostenuta, prendendo come riferimento gli importi indicati in fattura al netto dell’IVA. Si tratta, quindi, di un sostegno diretto alla liquidità delle imprese, utile per compensare almeno in parte l’impatto dell’inflazione e dei costi energetici più elevati.

Va però chiarito un punto importante: quel 20% non è un importo garantito per tutti. Rappresenta infatti il limite massimo previsto dalla normativa. Se le domande ammesse dovessero superare il budget disponibile, pari a 90 milioni di euro, l’ente gestore sarà costretto a ridurre proporzionalmente il valore riconosciuto a ciascun richiedente. In altre parole, il credito effettivo potrebbe risultare più basso del previsto. Ecco perché gli operatori del settore invitano alla prudenza nel fare stime troppo ottimistiche prima della conferma ufficiale.

Periodo valido, documenti richiesti e spese ammesse

Per accedere al bonus carburante agricoltura è indispensabile aver effettuato gli acquisti nel trimestre primaverile individuato dal decreto. Il periodo utile va dal 1° marzo al 31 maggio. Solo le spese sostenute in queste date rientrano nel perimetro dell’agevolazione. Questo significa che i rifornimenti effettuati fuori finestra temporale non possono essere conteggiati, nemmeno se destinati a macchinari agricoli perfettamente idonei.

Un altro elemento decisivo riguarda la prova documentale. Le spese devono essere dimostrate con fatture chiare e dettagliate. Non sono sufficienti valutazioni approssimative dei consumi, né semplici dichiarazioni interne prive di riscontri tracciabili. La presenza di documentazione completa è fondamentale per superare la fase istruttoria ed evitare contestazioni. In alcuni casi, sono considerate valide anche le fatture elettroniche emesse dopo il 31 maggio, purché la consegna del prodotto sia avvenuta entro la scadenza indicata. Quando accade, però, è necessario allegare il Documento di Trasporto (DDT) o una bolla di consegna equivalente.

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Limiti, compensazione e invio della domanda su Agea

Oltre ai requisiti di spesa, il decreto stabilisce anche limiti ben definiti sull’importo ottenibile. Ogni impresa può ricevere un aiuto massimo di 50.000 euro. Questo tetto è stato introdotto per allineare la misura alle regole europee sugli aiuti di Stato e, allo stesso tempo, distribuire le risorse in modo più equilibrato tra i beneficiari. In sostanza, il sistema mira a evitare concentrazioni eccessive su poche aziende, favorendo invece una platea più ampia di soggetti ammessi.

Un aspetto rilevante è la modalità di utilizzo del credito. Le somme non vengono versate con bonifico sul conto dell’azienda, ma utilizzate in compensazione orizzontale tramite modello F24. Sarà quindi necessario inserire i codici tributo corretti e rispettare la scadenza fiscale prevista entro la fine dell’anno in corso. Per le imprese, questo significa trasformare il credito in un vantaggio concreto soprattutto sul fronte degli adempimenti tributari.