La nuova strategia evita interventi sui prezzi alla pompa e concentra le risorse sui consumi essenziali. Il piano potrebbe attivarsi solo dopo un decreto specifico e richiederà coperture in bilancio e passaggi tecnici con Poste e Inps.

Il caro carburanti continua a incidere in modo evidente sulla quotidianità di milioni di italiani. Benzina e gasolio restano su livelli elevati e, per molte famiglie, ogni pieno si traduce in una spesa sempre più difficile da sostenere. In questo scenario, il Governo sta valutando una soluzione più selettiva rispetto alle ipotesi circolate nei mesi scorsi: il taglio lineare delle accise, infatti, sarebbe stato messo da parte per ragioni di sostenibilità finanziaria.
Al suo posto prende forma un intervento mirato, pensato per concentrare le risorse sui nuclei familiari più fragili. L’idea è quella di intervenire attraverso un’estensione della Carta Dedicata a te, che potrebbe includere un contributo specifico da utilizzare per il rifornimento di carburante. Una scelta che, almeno nelle intenzioni, punta a contenere la spesa pubblica senza rinunciare a un sostegno concreto contro l’inflazione energetica.
Come funzionerebbe il bonus carburante
Secondo le indiscrezioni emerse negli ambienti ministeriali, il nuovo meccanismo dovrebbe essere costruito su un modello semplice e già sperimentato. L’ipotesi principale prevede un voucher carburante fino a 100 euro, caricato direttamente sulla tessera prepagata già in uso per altre misure di sostegno. In pratica, niente nuova carta, niente procedura completamente nuova e niente sistema da creare da zero.
Questo aspetto non è secondario. Utilizzare uno strumento già esistente permetterebbe infatti di ridurre tempi, costi amministrativi e complessità operative. La gestione resterebbe in gran parte affidata ai canali collaudati da Poste Italiane, evitando la nascita di un ulteriore ammortizzatore sociale da strutturare ex novo. Una scelta pragmatica, che mira a rendere più rapida l’erogazione e più facile il controllo delle somme.
Chi potrà riceverlo: ISEE, famiglie numerose e priorità
Il nuovo schema si baserebbe sulle regole già previste per la social card. Nessuna domanda da presentare, almeno in linea teorica: i beneficiari verrebbero individuati automaticamente dall’Inps e dai Comuni, attraverso l’incrocio dei dati contenuti nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche. Il criterio principale resterebbe quello economico, con un ISEE non superiore a 15.000 euro annui.
La platea potenziale è ampia. Si parla di circa 1,2 milioni di nuclei familiari che potrebbero rientrare nella misura, con una concentrazione degli aiuti verso le persone per cui l’aumento dei prezzi pesa in modo più severo. Del resto, quando il costo dei trasporti cresce insieme a quello dei beni essenziali, il margine di manovra per las famiglie si restringe rapidamente.

Le esclusioni e i tempi per l’attivazione
Se da un lato la misura viene letta come una risposta prudente ai vincoli di bilancio, dall’altro sta già alimentando discussioni. Il motivo è semplice: un intervento così selettivo rischia di lasciare fuori molte persone che, pur non rientrando nei requisiti previsti, subiscono comunque il peso dei rincari. Ed è qui che emergono le prime criticità.
Resterebbero infatti escluse diverse categorie: famiglie mononucleari, single, lavoratori pendolari che vivono da soli e giovani coppie senza figli. Si tratta di fasce di popolazione che spesso utilizzano l’auto ogni giorno per motivi di lavoro o necessità personali, e che quindi risentono in modo directo dell’aumento dei prezzi alla pompa. Eppure, non avendo i requisiti della Carta Dedicata a te, non avrebbero accesso al bonus. È un nodo che potrebbe riaprire il dibattito sulla reale equità del sistema.

