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Assistenza personalizzata e disabilità: come cambia il nuovo modello digitale dell’INPS

Assistenza personalizzata e disabilità: come cambia il nuovo modello digitale dell’INPS
Photo by alandsmann – Pixabay
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Una piattaforma inedita, un percorso più semplice per le famiglie e un sistema che mette davvero la persona al centro: ecco cosa prevede il nuovo assetto dell’assistenza personalizzata.

Assistenza personalizzata e disabilità: come cambia il nuovo modello digitale dell’INPS
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L’istituto previdenziale ha avviato una nuova piattaforma informatica per gestire le richieste legate al modello di assistenza personalizzata. Si tratta di un passaggio importante, destinato a incidere profondamente sul modo in cui vengono costruiti e seguiti i percorsi di supporto. L’obiettivo è chiaro: superare una logica esclusivamente sanitaria e costruire servizi più vicini alla vita reale delle persone, delle famiglie e dei territori.

La riforma si inserisce dentro un cambiamento più ampio del welfare italiano, che punta a rendere l’assistenza più flessibile, più coordinata e soprattutto più attenta ai bisogni individuali. Non si parla più soltanto di prestazioni o certificazioni, ma di un progetto capace di accompagnare la persona nella quotidianità, nelle relazioni sociali, nel lavoro e nelle scelte di autonomia. In altre parole, un modello che prova a rispondere a una domanda semplice ma decisiva: come costruire un supporto davvero utile, e non solo formale?

Il progetto di vita: il cuore della riforma

La novità più rilevante è rappresentata dal superamento della visione medico-legale tradizionale. Per anni, infatti, l’intervento pubblico si è concentrato soprattutto su contributi economici o inserimenti in strutture standardizzate. Soluzioni importanti, certo, ma spesso poco aderenti alle aspettative concrete della persona.

Con il progetto di vita disabilità, invece, il punto di partenza cambia radicalmente. Non è più il cittadino a doversi adattare a schemi rigidi: sono le istituzioni che devono costruire risposte più personalizzate, tenendo conto di bisogni, desideri, inclinazioni e obiettivi. Il percorso non riguarda un solo ambito, ma abbraccia più dimensioni della quotidianità.

Requisiti e accesso alla piattaforma digitale

Per rendere più rapide le procedure, è stato introdotto il sistema informativo disabilità, una piattaforma telematica che collega i richiedenti alle agenzie di tutela della salute competenti sul territorio. L’accesso al portale non è automatico: serve infatti rispettare una serie di requisiti oggettivi, pensati per individuare con precisione i destinatari della nuova architettura di sostegno.

La condizione di disabilità deve essere riconosciuta formalmente tramite certificazioni mediche. Tra i casi previsti rientrano, per esempio, un’invalidità civile superiore al 33%, oppure limitazioni visive o uditive che incidano in modo significativo sull’apprendimento. Sono inclusi anche i bisogni di supporto lieve e, per i minori, le difficoltà persistenti nello svolgimento delle attività quotidiane.

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Domanda online, sperimentazione territoriale e nuovo Budget di Progetto

La presentazione della domanda avviene esclusivamente online, attraverso i canali istituzionali. Per accedere al servizio sono necessarie identità digitali come SPID o Carta d’Identità Elettronica. Il cittadino, oppure il suo rappresentante legale delegato, autorizza l’invio della documentazione sanitaria e anagrafica all’ente territoriale competente. In questo modo, la presa in carico parte più rapidamente e si riduce la necessità di produrre copie cartacee o di passare da uno sportello all’altro.

Per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti digitali, resta fondamentale il supporto dei patronati, che possono accompagnare famiglie e persone interessate nella compilazione della modulistica e nella gestione dei passaggi tecnici. In un sistema sempre più online, la presenza di un intermediario competente fa spesso la differenza tra un iter semplice e uno frustrante.