
Gli ultimi giorni del 2025 hanno visto una notevole ascesa dei metalli preziosi, con l’oro, l’argento e il rame che hanno raggiunto nuovi picchi. In un contesto di mercati finanziari in fermento, questi metalli hanno attirato l’attenzione degli investitori, mettendo in mostra una performance che non si vedeva da decenni.
Il rally dell’oro e dell’argento
L’oro, il metallo prezioso simbolo di sicurezza e ricchezza, ha recentemente infranto la soglia dei 4.400 dollari l’oncia, stabilendo un nuovo record sul mercato di Londra. Questo incremento, quasi del 70% nell’arco dell’ultimo anno, riporta alla memoria tempi lontani, in cui l’oro rappresentava una delle principali valute di scambio internazionale. Parallelamente, l’argento non è stato da meno, sfiorando la soglia dei 70 dollari l’oncia. Un risultato che riporta alla mente il ricordo dell’euforia del 1979, quando i mercati furono protagonisti di una volatilità simile.
L’impennata del rame nei mercati internazionali
Anche il rame ha conosciuto un periodo di straordinario successo, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 12mila dollari per tonnellata. Al London Metal Exchange, il prezzo del rame ha toccato un massimo storico con il contratto a tre mesi che si è posizionato a 11.996 dollari. Quest’ascesa del metallo rosso è stata favorita, in parte, da nuovi accordi commerciali, come quello tra la cilena Antofagasta e una fonderia cinese, che prevede per il 2026 il trattamento del rame a costi di raffinazione estremamente ridotti. Tale accordo, infatti, ha messo ulteriormente sotto pressione il mercato, generando un’enorme domanda tra le industrie di raffinazione cinesi a caccia di concentrati di rame.
I fattori dietro il boom dei metalli preziosi
Analizzando il contesto più ampio, l’impennata dei prezzi dei metalli preziosi può essere vista come parte di un insieme di dinamiche principalmente finanziarie. In un’insolita convergenza con i mercati azionari globali, sostenuti dalla prospettiva di ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, l’oro continua a salire, nonostante storicamente abbia mostrato un comportamento inverso rispetto ai listini azionari. Le previsioni suggeriscono uno scenario incerto, in cui l’oro potrebbe continuare a svolgere il suo ruolo tradizionale di bene rifugio, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dalla riduzione degli acquisti delle banche centrali. Queste ultime, pur avendo ridotto il ritmo degli acquisti, continuano a rappresentare una domanda robusta per il metallo prezioso.
Con l’avvio del nuovo anno, diversi analisti consigliano cautela: il recente apprezzamento potrebbe portare a una fase di volatilità dovuta al ribilanciamento degli indici di materie prime. D’altro canto, la domanda di gioielli d’oro resta debole in alcuni dei principali mercati consumatori come India e Cina, il che potrebbe influire sui futuri trend di prezzo sul mercato fisico.

