La nuova tassa sui pacchi, introdotta dalla Legge di bilancio 2026, mira a modificare l’aspetto dell’e-commerce internazionale verso l’Italia.

Recentemente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito chiarimenti sulla sua applicazione, confermando un contributo fisso di 2 euro per ogni spedizione dall’esterno dell’UE con valore basso. Nonostante sembri solo una semplice regolamentazione tecnica, gli effetti si protrarranno su commercianti internazionali e consumatori locali.
Cosa prevede la tassa sui pacchi?

Introdotta ufficialmente nel 2026 tramite la manovra finanziaria, questa nuova tassa si applica ad ogni consegna entrante dall’estero, fissata uniformemente a 2 euro. Riguarda le merci la cui valutazione non supera i 150 euro, categoria che rappresenta una parte significativa di acquisti e-commerce provenienti da paesi terzi. Non influenzata dal tipo di merce o dalla funzione, questa tassa viene addebitata direttamente durante l’importazione finale. Elementi quali abbigliamento, accessori elettronici e articoli generici non sfuggono al suo impatto. La chiave è nell’origine delle merci e nei loro valori dichiarati.
Struttura e implementazione della tassa
Una caratteristica unica della tassa sui pacchi è la sua applicazione universale; non tiene in considerazione la natura del prodotto spedito ma solo la provenienza. Questa misura universale si applica da gennaio 2026, con un periodo di transizione creato per facilitare l’adattamento agli accorgimenti normativi. Dal gennaio fino all’ultimo giorno di febbraio 2026, la riscossione dei contributi seguirà un sistema di addebito posticipato descritto da una dichiarazione unica. Questa dichiarazione farà sintesi delle importazioni e andrà presentata entro metà marzo, come previsto dalla circolare dell’Agenzia delle Dogane.
Verso una regolamentazione permanente
Dal primo marzo 2026, concludendo il regime transitorio, la tassa sui pacchi si applicherà con regole definitive. Gli importatori devono adattare le modalità di pagamento ai diversi tipi di dichiarazione doganale. Per le dichiarazioni doganali standard, il contributo sarà versato insieme a un codice tributo designato. Viceversa, le procedure semplificate manterranno un formato di pagamento collettivo, garantendo un controllo operativo dei flussi di merci da fuori l’UE. Il sistema, con l’utilizzo dell’ammontare unico, punta a semplificare il flusso complessivo delle operazioni, bilanciando l’organizzazione del commercio elettronico transfrontaliero.

