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L’Ape Sociale estesa sino al 2026: le nuove direttive dall’INPS

L’Ape Sociale estesa sino al 2026: le nuove direttive dall’INPS
Photo by sabinevanerp – Pixabay
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L’INPS conferma l’estensione dell’Ape Sociale, strumento essenziale di sostegno previdenziale per chi si trova in difficoltà, con nuove istruzioni valide fino alla fine del 2026.

L’Ape Sociale estesa sino al 2026: le nuove direttive dall’INPS
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L’Ape Sociale, pensata per coloro che vivono situazioni lavorative o personali difficili, continua a essere un pilastro del sistema previdenziale italiano. L’INPS, attraverso il Messaggio n. 128 del 14 gennaio 2026, comunica ufficialmente che questa misura sarà prolungata fino al 31 dicembre 2026. Tale estensione è parte integrante della legge di bilancio 2026 e mira a garantire protezione alle categorie più vulnerabili.

Estensione dell’Ape Sociale fino al 2026

Grazie alla legge di bilancio 2026, l’Ape Sociale è prorogata sino al termine dell’anno. Questo prolungamento è rivolto a chi maturerà i requisiti entro il 2026, così come a coloro che li avevano già soddisfatti in passato ma non hanno presentato domanda. La misura funge da ponte verso la pensione di vecchiaia, permettendo un’uscita anticipata dal mondo del lavoro senza penalizzazioni economiche.

Le norme originarie, opportunamente aggiornate, restano in vigore e definiscono criteri chiari per età e condizioni personali o professionali necessari per beneficiare dell’Ape Sociale.

Chi può accedere all’Ape Sociale?

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Per avvalersi dell’Ape Sociale entro il 2026, il requisito di età prevede almeno 63 anni e 5 mesi. Oltre all’età, è necessario appartenere a categorie specifiche individuate dal legislatore come meritevoli di tutela.

Questa misura è destinata, anzitutto, a chi si trova senza lavoro dopo un licenziamento ed è in stato di disoccupazione. Un’altra categoria comprende i cosiddetti caregiver, ovvero chi fornisce assistenza continua a familiari con gravi disabilità. Inoltre, sono inclusi i soggetti con un’invalidità civile del 74% o superiore, nonché chi ha svolto lavori usuranti o particolarmente faticosi che hanno avuto un impatto significativo a livello fisico o psicologico.

Queste condizioni devono esistere al momento della richiesta, e i requisiti maturati precedentemente devono essere ancora validi.

Risorse economiche e sostenibilità

La proroga dell’Ape Sociale è supportata da un considerevole aumento delle risorse finanziarie per garantirne la copertura. La legge di bilancio 2026 prevede un incremento dei fondi: 170 milioni di euro supplementari per il 2026, che saliranno a 320 milioni nel 2027, per poi calare a 315 milioni nel 2028 e infine 270 milioni nel 2029. Sono previsti finanziamenti decrescenti ma costanti fino al 2031.

Questo potenziamento finanziario mostra l’intento di assicurare stabilità e sostenibilità al programma, prevenendo interruzioni nei pagamenti e garantendo continuità nell’erogazione dei benefici.

Come presentare domanda per l’Ape Sociale nel 2026

Nella durata del 2026, vi sono tre finestre temporali cruciali per la presentazione delle domande di Ape Sociale. Come indicato dall’INPS, la prima scadenza è il 31 marzo, seguita dal 15 luglio e infine dal 30 novembre 2026.

Le domande possono essere inviate da chi soddisfa i criteri richiesti nel 2026, ma anche da chi vi aveva già avuto accesso in passato senza averne fatto richiesta. È fondamentale che le condizioni di ammissibilità siano ancora valide al momento della presentazione della domanda.

Una raccomandazione importante riguarda chi possiede già tutti i prerequisiti: è utile presentare simultaneamente la domanda di riconoscimento e quella di accesso all’Ape Sociale per evitare la perdita di mensilità spettanti.

In conclusione, l’Ape Sociale si conferma un elemento chiave di flessibilità nel sistema previdenziale, assistendo chi ha vissuto percorsi lavorativi o personali complessi verso la pensione in modo dignitoso e sostenibile.