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Disoccupazione e ammortizzatori sociali: ecco le novità del 2026

Disoccupazione e ammortizzatori sociali: ecco le novità del 2026
Photo by Alexas_Fotos – Pixabay
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In arrivo nel 2026 una serie di modifiche cruciali riguardanti gli strumenti di sostegno al reddito, come la NASpI e le misure per i lavoratori dello spettacolo. Scopriamo insieme cosa cambia per chi si trova a fronteggiare la disoccupazione in Italia.

Disoccupazione e ammortizzatori sociali: ecco le novità del 2026
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L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha delineato un quadro aggiornato delle politiche di ammortizzatori sociali per il nuovo anno. Le ultime disposizioni per il 2026, introdotte dalla Legge di Bilancio n. 199/2025, portano significativi cambiamenti che toccano diversi aspetti, dal congedo parentale all’indennità per i settori artistici.

Anticipazione della NASpI: due tranche per i disoccupati

In apertura del 2026, l’INPS ha introdotto una modifica rilevante riguardante la NASpI, l’indennità di disoccupazione. Se fino al 2025 era consentito ricevere l’intera liquidazione dell’assegno in un’unica soluzione, ora viene distribuita in due momenti distinti: il 70% subito e il restante 30% alla scadenza della NASpI, o comunque entro sei mesi dalla domanda di anticipazione. Questo cambiamento mira a incoraggiare una rioccupazione più rapida dei beneficiari. Inoltre, il saldo finale verrà erogato solo dopo aver confermato l’assenza di una rioccupazione o di una pensione diretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.

Aggiornamenti per i lavoratori dello spettacolo: cambiamenti nei requisiti per l’IDIS

Novità importanti anche per i lavoratori del settore spettacolo tramite l’aggiornamento dell’IDIS, l’indennità di discontinuità. La soglia di reddito per l’accesso all’indennità è stata elevata a 35.000 euro, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari. Anche il requisito contributivo cambia, facilitando particolarmente attori del cinema e dell’audiovisivo: basteranno 15 giornate contributive in un anno o 30 in due anni per accedere al fondo.

Sostegno alle famiglie: maggiore condivisione con il Congedo Parentale

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Il congedo parentale vede un potenziamento significativo con l’estensione fino al 14° anno di vita del figlio. Questo incremento di due anni dalla soglia precedente ne rafforza ulteriormente la funzione di supporto alle famiglie. La misura comprende anche forme speciali di congedo per disabilità e per malattia dei figli, offrendo dieci giornate lavorative di assenza per malattia per ogni figlio di età compresa tra i 3 e i 14 anni.

Riepilogo delle riforme sugli ammortizzatori sociali

Oltre alle innovazioni sopra descritte, la circolare del 15 gennaio dell’INPS ha confermato e prolungato altre misure vitali. Tra queste spiccano il trattamento di CIGS per i dipendenti delle Acciaierie d’Italia, iniziative per le aree di crisi industriale complessa, e il prolungamento delle convenzioni per i lavoratori socialmente utili fino al 31 dicembre 2026.

Le modifiche sono ampie e articolate, coinvolgendo anche il settore medico. Nuove opportunità si aprono per i medici specializzandi per eseguire visite fiscali, in risposta alla mancanza di medici fiscali. Tuttavia, resta cruciale per i lavoratori in cassa integrazione comunicare qualsiasi nuova attività lavorativa sia all’INPS che al rispettivo datore di lavoro.