Dal prossimo gennaio il panorama delle agevolazioni per ristrutturazioni, efficienza energetica e acquisti legati alla casa cambierà in modo significativo. Ecco cosa sapere per non perdere le ultime opportunità utili.

Il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi ridisegna in profondità il capitolo delle detrazioni dedicate al comparto immobiliare. Per chi sta pensando a lavori di ristrutturazione, interventi di risparmio energetico o acquisti collegati alla casa, il tempo a disposizione per approfittare delle condizioni attuali si sta rapidamente riducendo. Dal nuovo anno, salvo eventuali ritocchi dell’ultima ora nella Legge di Bilancio, le percentuali di rimborso scenderanno e alcuni incentivi storici rischiano di uscire di scena.
Ristrutturazioni edilizie: il nuovo quadro fiscale
Il primo cambiamento rilevante riguarda la collocazione normativa delle detrazioni per il settore casa. Le agevolazioni oggi disciplinate dall’articolo 16 bis vengono spostate nel nuovo articolo 17 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Non si tratta di un semplice riordino tecnico: il passaggio porta con sé un ridimensionamento concreto dei vantaggi fiscali.
Per le opere di manutenzione sulla prima casa, infatti, la detrazione destinata alle ristrutturazioni scenderà dall’attuale 50% al 36%. Anche il limite di spesa agevolabile subirà una forte contrazione, passando da 96mila euro a 48mila euro all’anno. In pratica, chi ha in programma interventi importanti dovrà fare i conti con un recupero fiscale più contenuto rispetto a oggi. E per molte famiglie la differenza non sarà affatto marginale, soprattutto quando si parla di lavori complessi come il rifacimento degli impianti, la redistribuzione degli spazi o la riqualificazione completa dell’abitazione.
Seconde case e altri immobili: aliquote più basse e regole più rigide
Il quadro diventa ancora più severo quando si guarda agli immobili che non sono abitazione principale. Per le seconde case e per le altre unità immobiliari, la percentuale di detrazione prevista dal bonus casa 2027 si ridurrà dal 36% al 30%. Questa nuova soglia, secondo le indicazioni attuali, dovrebbe diventare stabile e restare in vigore fino a una possibile dismissione della misura, ipotizzata dagli esperti tra il 2032 e il 2033.
Un dettaglio importante riguarda i soggetti che possono beneficiare dell’agevolazione. Il diritto alla detrazione non spetta solo ai proprietari, ma anche a chi sostiene effettivamente la spesa e possiede un titolo idoneo sull’immobile. Rientrano quindi tra i possibili beneficiari anche gli inquilini con contratto di affitto regolare e i comodatari. In altre parole, il perimetro della misura resta ampio, ma il vantaggio economico si assottiglia.

Sismabonus, ecobonus e bonus mobili: chi resta fuori e chi ha ancora tempo
Anche sul fronte della sicurezza degli edifici e dell’efficientamento energetico il legislatore ha scelto una linea di progressivo contenimento. Il sismabonus resterà attivo per un altro anno, ma le sue aliquote sono già state allineate a quelle delle tradizionali ristrutturazioni: 50% per la prima casa e 36% per gli altri immobili. Si tratta quindi di un incentivo ancora disponibile, ma meno vantaggioso rispetto al passato.
Più lunga, invece, la traiettoria dell’ecobonus. Questo strumento, utilizzato per interventi come l’installazione di pompe di calore, la sostituzione degli infissi o la realizzazione del cappotto termico, resterà in vigore fino al 1° gennaio 2028. Le spese sostenute potranno essere recuperate in dieci rate annuali, con aliquota al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Un orizzonte ancora aperto, ma con condizioni meno favorevoli rispetto alle versioni più generose del passato.

