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Annullamento quattordicesima e agevolazioni: l’Inps avvia il recupero crediti

Annullamento quattordicesima e agevolazioni: l’Inps avvia il recupero crediti
Photo by Pexels – Pixabay
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L’Inps avvia il recupero delle somme erogate nel 2021 per chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi: in arrivo trattenute automatiche sulla pensione.

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L’Ente di previdenza ha dato il via alle procedure per la restituzione delle somme anticipate nel 2021 ai pensionati della Gestione privata. Coloro che non hanno adempiuto all’obbligo della dichiarazione dei redditi vedranno una riduzione automatica della propria pensione. Già a partire dai mesi estivi, i soggetti interessati subiranno un taglio dell’importo mensile dovuto alla revoca di quattordicesima e bonus degli anni precedenti. Attraverso l’incrocio dei dati, l’Inps ha individuato i percettori irregolari e attiverà il recupero automatico delle somme non dovute, senza ulteriori avvertimenti oltre alla comunicazione cartacea già inoltrata.

Chi è interessato dal recupero crediti Inps

Questo processo di conguaglio e restituzione colpisce direttamente i pensionati della Gestione privata che avevano ricevuto gli aumenti a titolo provvisorio. La causa principale del provvedimento è la mancata presentazione della dichiarazione reddituale entro il termine inderogabile del 19 settembre. Senza questi documenti, l’Inps non ha potuto verificare i requisiti economici per il mantenimento dell’agevolazione, rendendo automatica la revoca dei sussidi erogati per l’anno 2021. L’obiettivo è assicurare che i fondi pubblici vadano solo a chi rientra nelle fasce di reddito protette. Da una semplice sospensione si è passati alla cancellazione definitiva, portando l’ente al recupero forzoso delle somme.

Come funzionano le trattenute sulla pensione

Il sistema scelto dallo Stato per recuperare i soldi cambia in base al tipo di somma da rimborsare. L’intento dell’Inps è quello di rateizzare il debito per evitare un impatto troppo pesante sulle finanze mensili degli anziani, effettuando le trattenute direttamente sull’assegno. Già a partire dal cedolino di agosto, i cittadini coinvolti vedranno indicata la voce a debito nel loro prospetto, dando così il via al piano di rientro personalizzato in base agli importi dovuti.

Piano di rientro per la quattordicesima

Per il recupero della mensilità aggiuntiva (la quattordicesima), originariamente destinata agli over 64 con redditi minimi presunti, l’Inps ha stabilito un piano di rimborso agevolato. L’importo totale da versare allo Stato sarà diviso in ventiquattro rate mensili di uguale valore. Questa dilazione consentirà di spalmare il debito su due anni, scongiurando il blocco totale della pensione, pur determinando una riduzione costante e duratura del budget familiare.

Tempistiche per il rimborso del bonus aggiuntivo

Le modalità cambiano nettamente quando si tratta di restituire il contributo integrativo fisso, pari a poco meno di 155 euro. Questo specifico aiuto economico era rivolto alle pensioni più basse e considerava anche i redditi del coniuge. Poiché si tratta di una somma decisamente più contenuta rispetto alla quattordicesima, il recupero sarà molto più rapido. Le trattenute saranno infatti ripartite in sole dodici rate mensili, estinguendo la pendenza con l’Inps nell’arco di un solo anno solare.

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Differenze tra le prestazioni assistenziali

Anche se di solito vengono pagati insieme in estate per sostenere il potere d’acquisto, queste due agevolazioni obbediscono a regole e criteri di accesso molto diversi. La quattordicesima dipende da rigidi limiti di reddito personale e requisiti anagrafici. Il bonus aggiuntivo, invece, prende in esame anche la situazione economica del coniuge, allargando i controlli. A causa di queste differenze, capita spesso che un pensionato abbia diritto solo a una delle due somme. Questa complessità costringe l’Inps a gestire i piani di recupero separatamente, con calcoli distinti per ciascuna misura.