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Pensioni INPS, scadenza vicina per migliaia di beneficiari: cosa rischia chi non regolarizza i redditi

Pensioni INPS, scadenza vicina per migliaia di beneficiari: cosa rischia chi non regolarizza i redditi
Photo by Frantisek_Krejci – Pixabay
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L’INPS ha già avviato i solleciti digitali e cartacei per i pensionati che non hanno aggiornato la propria posizione reddituale: c’è tempo fino al 15 settembre, poi scattano sospensioni e possibili recuperi delle somme.

Pensioni INPS, scadenza vicina per migliaia di beneficiari: cosa rischia chi non regolarizza i redditi
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Il conto alla rovescia è iniziato e per molti pensionati italiani l’autunno potrebbe portare una brutta sorpresa sul cedolino. L’INPS sta infatti intensificando i controlli sulle prestazioni collegate al reddito e ha già spedito notifiche e diffide a chi non ha ancora trasmesso la documentazione richiesta. La questione non è secondaria: in caso di mancata regolarizzazione, non si rischia soltanto il taglio temporaneo della pensione, ma anche la restituzione delle mensilità percepite senza averne diritto.

Si tratta di una verifica che riguarda una platea ampia e varia, perché tocca diversi tipi di integrazioni economiche e sussidi che non vengono riconosciuti in modo automatico e illimitato. Per mantenerli è necessario dimostrare, anno dopo anno, di rientrare nei limiti previsti dalla legge. E se i dati non arrivano, o non coincidono con quelli presenti nelle banche dati fiscali, l’istituto può intervenire con provvedimenti molto concreti.

Come funzionano i controlli dell’INPS sui redditi dei pensionati

Il sistema previdenziale italiano si regge su regole precise: da una parte ci sono le pensioni maturate con i contributi versati durante la vita lavorativa, dall’altra le prestazioni integrative e assistenziali che dipendono dalla situazione economica del beneficiario. Proprio queste ultime sono sotto osservazione. Non basta averle ottenute una volta per conservarle senza ulteriori verifiche.

In molti casi, infatti, l’importo mensile viene aumentato grazie a misure che dipendono dal reddito complessivo del pensionato e, in alcune circostanze, anche da quello del coniuge. Per questo l’INPS incrocia i dati ricevuti dall’anagrafe tributaria con quelli già presenti nei propri archivi. Quando manca un documento, oppure non viene presentato il modello RED o un’altra comunicazione obbligatoria, parte la procedura di sollecito.

La scadenza del 15 settembre e le conseguenze della mancata risposta

La data da cerchiare in rosso è una: 15 settembre. Entro questo termine, chi ha ricevuto la richiesta dell’INPS deve inviare la documentazione mancante relativa agli anni oggetto di verifica. Non si tratta di un semplice invito formale, ma di un passaggio decisivo per evitare il blocco dei pagamenti.

Il meccanismo previsto dall’istituto è progressivo. Se la risposta non arriva nei tempi indicati, scatta prima la sospensione della quota integrativa della pensione per 60 giorni. In questa fase il pensionato continua a percepire soltanto l’importo base, cioè quello legato ai contributi effettivamente maturati. Il resto viene congelato in attesa di una regolarizzazione.

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Quali prestazioni sono a rischio e come mettersi in regola

Le prestazioni sottoposte a verifica sono diverse e coinvolgono molte categorie di pensionati. Tra le più esposte ci sono l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali, l’incremento al milione, ma anche alcuni trattamenti di invalidità e la pensione di reversibilità. Insomma, non si tratta di una nicchia ristretta: la platea è ampia e tocca situazioni molto diverse tra loro.

L’integrazione al minimo è una delle misure più note. Serve ad aumentare gli assegni più bassi fino alla soglia fissata annualmente. Accanto a questa esistono le maggiorazioni sociali, pensate per sostenere i pensionati più fragili, e l’incremento al milione, che negli anni ha rappresentato un aiuto importante per chi dispone di risorse limitate. Tutte queste prestazioni richiedono una trasparenza totale sui redditi, anche quando si tratta di entrate non soggette a IRPEF o di patrimoni finanziari e immobiliari.