L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha pubblicato le istruzioni operative per gestire la fase transitoria della riforma della disabilità. Tra semplificazioni burocratiche ed eccezioni territoriali, ecco come cambia l’iter per l’accertamento dei requisiti.

Il quadro normativo legato al welfare e alla tutela delle fragilità in… Italia sta vivendo una profonda trasformazione, guidata dall’entrata in vigore dei decreti attuativi della riforma della disabilità. In questo contesto di transizione, l’INPS ha recentemente emanato importanti chiarimenti operativi, validi a partire dal 1° giugno 2026, focalizzati sulla gestione delle domande presentate dai cittadini anziani. L’obiettivo delle nuove disposizioni è quello di coordinare la semplificazione delle procedure amministrative con le tutele specifiche dedicate alla terza età, delineando un percorso chiaro per l’accesso ai benefici economici e assistenziali.
Centralità del certificato medico introduttivo
Il fulcro di tutta la procedura amministrativa e sanitaria rimane il certificato medico introduttivo, il documento digitale che il medico curante o uno specialista abilitato compila e trasmette telematicamente all’istituto previdenziale. Con le nuove disposizioni, la piattaforma informatica dell’ente previdenziale è in grado di riconoscere immediatamente l’età anagrafica del richiedente tramite il codice fiscale inserito. Per i cittadini che intendono richiedere l’invalidità civile over 70, il sistema attiva in automatico una gestione differenziata, che richiede al medico certificatore una precisione ancora maggiore nella descrizione del quadro clinico complessivo.
L’inserimento di queste specifiche tutele serve a tracciare una linea di demarcazione netta tra le singole patologie invalidanti e l’invecchiamento biologico naturale del soggetto. Il medico non si limita più a segnalare le singole infermità fisiche o psichiche, ma deve inquadrare il paziente all’interno di un contesto multidimensionale, valutando l’interazione tra lo stato di salute e l’ambiente circostante. Questo approccio innovativo rispecchia la volontà del legislatore di superare i vecchi criteri puramente percentuali dell’invalidità civile over 70, per adottare una valutazione globale della persona e delle sue reali necessità di supporto quotidiano.
I due quesiti clinici fondamentali
Nelle aree in cui è già attiva la nuova disciplina, il medico si trova di fronte a due quesiti specifici a risposta chiusa all’interno dell’applicazione previdenziale. Il primo riguarda la presenza di patologie croniche stabilizzate o ingravescenti, mentre il secondo si focalizza sulla perdita progressiva dell’autonomia funzionale nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana. Le risposte fornite a queste due domande determinano in modo automatico la ramificazione del percorso burocratico successivo, agendo come un vero e proprio spartiacque per l’istanza presentata dal cittadino ultrasettantenne.
Bivio procedurale tra vecchia e nuova burocrazia
La vera novità introdotta dalle istruzioni operative risiede nel doppio binario che si viene a creare a seconda delle risposte fornite dal medico nel certificato introduttivo. Se il professionista attesta la compresenza sia di una patologia cronica sia di una progressiva riduzione dell’autonomia legata all’invecchiamento, la domanda di invalidità civile over 70 non segue l’iter di semplificazione della riforma generale, ma viene incanalata verso la procedura tradizionale. Questa scelta nasce dall’esigenza di coordinare le regole con la parallela riforma delle politiche in favore delle persone anziane, che prevede in futuro una valutazione multidimensionale unificata e centralizzata.
Al contrario, se manca anche uno solo di questi due requisiti clinici specifici nel certificato, il sistema informatico devia la pratica verso il nuovo regime semplificato previsto dalla riforma della disabilità. Questa architettura procedurale dimostra come l’ente previdenziale abbia voluto evitare sovrapposizioni normative dannose, preservando un canale transitorio per i soggetti più fragili e applicando, invece, lo snellimento burocratico a tutti gli altri casi che non rientrano strettamente nella casistica dell’anziano cronico non autosufficiente.
Permanenza della domanda amministrativa tradizionale
Nel caso in cui si attivi il percorso tradizionale, l’iter richiede il consueto doppio passaggio al quale l’utenza è abituata da anni. Dopo l’invio del certificato da parte del medico, il cittadino o l’intermediario abilitato, come un patronato, deve presentare la vera e propria domanda amministrativa entro il termine tassativo di novanta giorni. Successivamente, l’accertamento sanitario viene eseguito dalle Commissioni mediche dell’Azienda Sanitaria Locale, integrate dalla presenza di un medico dell’istituto previdenziale, per giungere alla validazione finale e alla successiva emissione del verbale definitivo contenente i benefici spettanti.
Semplificazione tramite l’invio unico
Nel secondo scenario, quello regolato dal regime semplificato della riforma della disabilità, si concretizza il principale vantaggio per chi richiede l’invalidità civile over 70. Il certificato medico introduttivo non è più solo l’atto iniziale, ma assume direttamente il valore di domanda completa per l’accertamento sanitario. Questo significa che viene completamente eliminato l’obbligo di trasmettere la successiva istanza amministrativa, riducendo i tempi di attesa complessivi e cancellando un intero passaggio burocratico. Il sistema informatico prende in carico la pratica fin dal primo istante, ottimizzando le verifiche e avviando direttamente la fase di convocazione a visita.

Application geografica e fase sperimentale
Un elemento di fondamentale importanza per evitare errori grossolani nella presentazione delle istanze riguarda la delimitazione territoriale di queste nuove regole applicative. Le istruzioni differenziate basate sui quesiti clinici del certificato medico non sono valide in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, ma si applicano esclusivamente all’interno delle province individuate per la fase di sperimentazione della riforma della disabilità. In queste specifiche zone pilota, i sistemi informatici dei medici e dell’ente previdenziale sono già allineati per testare sul campo la tenuta del nuovo modello e l’efficacia dei flussi di lavoro digitali.
Nelle restanti province italiane, l’avvio della riforma non ha ancora modificato le consuetudini operative consolidate. Di conseguenza, per tutti i cittadini che richiedono l’invalidità civile over 70 e risiedono al di fuori delle aree sperimentali continuano ad applicarsi le regole ordinarie. Per costoro rimane fermo l’obbligo del doppio invio, certificato e domanda amministrativa, indipendentemente dalla natura delle patologie sofferte o dal livello di autonomia residua. L’estensione dei nuovi standard a livello nazionale avverrà in modo graduale nei prossimi anni, garantendo una transizione morbida per le famiglie e per gli operatori del settore.

