Home » Aziende » CU 2026 autonomi: scadenza 30 aprile e regole

CU 2026 autonomi: scadenza 30 aprile e regole

CU 2026 autonomi: scadenza 30 aprile e regole
Photo by AymaneJed – Pixabay
Lettura: 3 minuti

La seconda finestra per inviare all’Agenzia delle Entrate i dati dei compensi non destinati al 730 precompilato riguarda professionisti, agenti, mediatori e rappresentanti.

CU 2026 autonomi: scadenza 30 aprile e regole
Photo by AymaneJed – Pixabay

La macchina fiscale italiana non si ferma alla prima scadenza di marzo. Anzi, per aziende, studi professionali e intermediari abilitati arriva una seconda fase altrettanto importante, che riguarda la trasmissione dei dati non destinati alla dichiarazione precompilata. È qui che si colloca il termine del 30 aprile, data entro la quale devono essere inviati all’Agenzia delle Entrate i modelli che raccolgono i compensi corrisposti a lavoratori autonomi, agenti, mediatori, rappresentanti e in generale a tutti i percipienti esclusi dal flusso utile alla compilazione del 730.

La Certificazione Unica 2026 resta il documento centrale di questo passaggio. Attraverso la CU, il sostituto d’imposta attesta redditi, compensi e ritenute riferiti all’anno precedente, offrendo all’amministrazione finanziaria una fotografia precisa dei pagamenti effettuati. Non si tratta di un semplice adempimento formale: una gestione corretta riduce il rischio di errori, semplifica i controlli e aiuta a mantenere allineati i dati tra chi paga e chi percepisce il reddito. Ma cosa cambia davvero tra la scadenza di marzo e quella di aprile?

Redditi di lavoro autonomo: cosa va comunicato entro il 30 aprile

Il focus della seconda scadenza riguarda soprattutto i redditi di lavoro autonomo e le provvigioni. A differenza dei dati relativi a dipendenti, pensionati e collaboratori coordinati e continuativi, che servono a popolare il 730 precompilato e devono quindi essere trasmessi con tempistiche più stringenti, queste informazioni possono essere inviate entro il 30 aprile.

Rientrano in questa categoria i compensi pagati per prestazioni professionali, le provvigioni maturate in rapporti di commissione, agenzia, mediazione e rappresentanza di commercio. In sostanza, si tratta di tutti quei redditi che non confluiscono direttamente nel modello precompilato, ma che restano comunque fondamentali per la tracciabilità fiscale.

Le differenze tra la scadenza di marzo e quella di aprile

La presenza di due termini distinti per la stessa certificazione può creare confusione, soprattutto nei mesi più intensi per gli uffici amministrativi. La scadenza di marzo, generalmente fissata intorno al 16, è quella decisiva per tutti i dati che alimentano il 730 precompilato. È il caso dei redditi di lavoro dipendente, delle pensioni e dei compensi dei collaboratori coordinati e continuativi. Qui il rispetto dei tempi è essenziale, perché l’Agenzia delle Entrate utilizza queste informazioni per rendere disponibili ai contribuenti le dichiarazioni già predisposte.

Il termine del 30 aprile, invece, è riservato alle certificazioni che contengono esclusivamente redditi “non precompilabili”. Questa proroga naturale è stata pensata per alleggerire il lavoro di imprese, professionisti e intermediari in un periodo dell’anno già molto denso di scadenze. In pratica, offre più respiro nella gestione dei flussi informativi che non incidono sulla precompilata.

CU 2026 autonomi: scadenza 30 aprile e regole
Photo by Alexas_Fotos – Pixabay

bblighi, consegna della CU e sanzioni in caso di ritardo

La responsabilità dell’adempimento ricade sul sostituto d’imposta, che può trasmettere la Certificazione Unica direttamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate oppure affidarsi a un intermediario abilitato, come un commercialista o un consulente del lavoro. Ma l’invio al Fisco non basta. C’è infatti un secondo passaggio obbligatorio: la consegna della CU al percipiente.

Per il lavoratore autonomo o per il professionista, questo documento è essenziale. Serve per compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi, per giustificare eventuali ritenute subite e, in molti casi, anche come prova documentale del reddito percepito. Non è raro, infatti, che la CU venga richiesta anche per pratiche extra-fiscali, come istruttorie bancarie, richieste di mutuo o accesso a finanziamenti.