L’inizio dell’anno porta con sé scadenze cruciali per le famiglie: ecco cosa fare per non perdere gli importi maggiorati dell’Assegno Unico.

Febbraio decisivo: come non perdere l’importo pieno
Febbraio segna un momento chiave per le famiglie che ricevono l’Assegno Unico: aggiornare l’ISEE 2026 è l’unico modo per continuare a ricevere l’importo corretto. Senza questo passaggio, a partire da marzo, l’INPS eroga solo la quota minima prevista, indipendentemente dalla reale condizione economica.
L’inizio dell’anno, spesso carico di impegni, impone anche doveri burocratici. Uno su tutti: presentare la nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) per il calcolo dell’ISEE aggiornato. Sebbene l’Assegno venga versato in automatico a chi ha già fatto richiesta negli anni precedenti, le somme di gennaio e febbraio si basano sui dati dello scorso anno. Da marzo in poi, però, senza un ISEE valido, scatta la riduzione.
Presentare la documentazione in tempo non solo evita questa penalizzazione, ma consente anche di correggere eventuali errori o incongruenze prima che si trasformino in problemi più gravi. I CAF e il portale INPS tendono ad affollarsi negli ultimi giorni del mese: muoversi in anticipo può fare la differenza.
Cosa succede se l’ISEE non viene aggiornato
Dimenticare di presentare il nuovo ISEE entro il 28 febbraio comporta una conseguenza immediata: a marzo l’INPS passa automaticamente all’importo minimo. Attualmente, si tratta di circa 57 euro al mese per ciascun figlio minorenne, una cifra che non tiene conto né del numero dei figli né di eventuali condizioni particolari come la disabilità.
Questo meccanismo, pur non essendo una penalizzazione vera e propria, può mettere in difficoltà le famiglie che contano su cifre più elevate. L’adeguamento al minimo è una misura temporanea, ma se non viene corretta entro i termini previsti, la perdita economica può diventare permanente.
È quindi fondamentale distinguere tra l’aggiornamento dell’ISEE e le modifiche alla domanda dell’Assegno Unico: il primo incide sull’importo, il secondo riguarda la composizione del nucleo e va fatto separatamente, spesso attraverso sezioni dedicate del portale INPS.
Ricalcoli, arretrati e il termine del 30 giugno
Per chi non riesce a rispettare la scadenza di febbraio, esiste una seconda opportunità. L’INPS consente infatti di aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno 2026 per recuperare gli importi persi nei mesi precedenti. In questo caso, l’ente ricalcolerà le mensilità da marzo in poi, erogando la differenza spettante sotto forma di arretrati.
Tuttavia, superato il 30 giugno, non sarà più possibile recuperare le somme precedenti. L’importo verrà adeguato solo dal mese successivo alla presentazione dell’ISEE, senza possibilità di conguagli. Un ritardo apparentemente innocuo può quindi trasformarsi in una perdita economica significativa.
La buona notizia? La procedura è stata semplificata grazie all’ISEE precompilato, accessibile con SPID, CIE o CNS. Molti dati sono già presenti nel sistema, riducendo il margine di errore e i tempi di lavorazione.

Come rinnovare l’ISEE e cosa serve davvero
Accedere all’ISEE 2026 è oggi più semplice, ma serve organizzazione. Il metodo più veloce è il portale INPS, che permette di inviare la DSU in autonomia con credenziali digitali. Chi preferisce farsi assistere può rivolgersi ai CAF o a un professionista abilitato.
È importante ricordare che l’ISEE 2026 fa riferimento alla situazione economica del 2024. Bisogna quindi raccogliere con anticipo i documenti utili: certificazioni uniche, saldi e giacenze dei conti correnti, eventuali mutui o proprietà. Ogni variazione familiare dalla nascita di un figlio al cambio di residenza va comunicata per tempo, pena un indicatore non aggiornato.
Infine, anche se il sistema è automatizzato, non tutto si aggiorna da solo. Le modifiche nella composizione del nucleo o le nuove condizioni per le maggiorazioni (come la presenza di figli maggiorenni ancora a carico o situazioni di disabilità) devono essere segnalate con attenzione. Solo così si può garantire che l’Assegno Unico rifletta realmente la situazione attuale del nucleo familiare.
